Nexto

Il manifesto

Sono passati dieci anni e la meraviglia delle Olimpiadi del 2006 vive negli occhi e nel cuore dei torinesi come fosse ieri. Come se il tempo si fosse fermato allora, all’ultimo grande evento che ha scatenato l’orgoglio di mostrare al mondo una città fantastica. La nostra. Per le strade percepivamo la consapevolezza di animare insieme una città che aveva saputo compiere un processo di trasformazione radicale — una rivoluzione urbana, culturale, sociale.

Di colpo Torino si era ricordata di essere la prima capitale d’Italia, la città dei santi sociali, il polo editoriale e civile d’Italia, la città dell’automobile e della grande industria, la culla del cinema e delle telecomunicazioni moderne, la fucina delle principali istituzioni filantropiche nazionali, la città del risparmio capace di dare vita agli istituti bancari più importanti.

Oggi, nel 2016 —dieci anni dopo— Torino è la città che i giovani e le start-up innovatrici lasciano, perché non trovano terreno fertile. Torino non ha saputo dispiegare il suo potenziale di energia. Oggi mancano opportunità di lavoro. Manca una politica industriale. E non si vede una strategia per la rinascita. La città e l’area metropolitana hanno bisogno di abilitare fattori e risorse per il territorio. Hanno bisogno di una politica di sviluppo. Hanno bisogno di un ricambio generazionale e di nuove competenze.

Facciamo un salto in avanti.
Siamo nel 2040. Torino è una città ricca di opportunità, piacevole, desiderabile. Fiera della propria autenticità. Una città dove la vita è dignitosa per un numero di persone sempre maggiore. E che continuerà a crescere negli anni successivi. È così perché sono stati gli stessi torinesi, molti anni prima, a volerlo profondamente.

Torniamo a oggi. All’inizio del 2016 un largo gruppo di giovani e adulti si trova sullo stesso crinale, nello stesso momento: sono tutti nel punto della loro vita in cui decidere se impegnarsi per il futuro restando dove sono, arricchendo il territorio, senza alibi. Oppure portare le competenze altrove, dove le opportunità abbondano.

Questo gruppo è segnato da un disagio politico e preoccupato per il vuoto sociale. Ma è determinato a impiegare le proprie capacità e ambizioni per creare una rigenerazione collettiva. Come prima azione prende in mano il Piano Strategico e lo rende concreto, partendo da un pensiero ampio, proiettato in avanti per molti anni.
Tutto questo si chiama Nexto: un passo necessario verso la prossima Torino, un gesto decisivo per un nuovo sviluppo.

Nexto è un pensiero di lungo respiro, che vuole ridisegnare il futuro della città proprio come trent’anni fa la generazione passata scelse di convertire Torino da “one-company town” a “città della cultura”. Nel 2016 l’impegno è però più ampio e diventa totale. Dalle basi gettate nel turismo ora passa al lavoro, alla politica industriale, all’innovazione, al benessere collettivo, alla formazione e all’avanguardia creativa.

In un momento di disagio bisogna saper cambiare rotta: abbandonare la mediocrità e il torpore a cui la città sembra rassegnata e puntare nuovamente in alto. La nostra passione e il nostro sforzo si traducono in azioni concrete, mirate allo sviluppo della città e a creare una nuova classe dirigente. È ciò che Nexto può fare — perché unisce persone capaci, consapevoli, determinate, con esperienze profonde e molto diverse, ma che mirano tutte a un unico obiettivo.

Nexto vuole occuparsi di Torino.
Nexto aggrega le competenze e le risorse per lo sviluppo.
Nexto è il luogo in cui si crea il domani.
Soprattutto, Nexto crede nelle persone.
Chi è parte di Nexto si assume la responsabilità di incidere sul territorio — e vuole dare libero sfogo all’amore per un luogo straordinario.

Nexto crede in Torino e per Torino nutre una speranza: che torni ad avere il ruolo e la reputazione che merita, trasformandosi davvero nella città delle opportunità.

 


 

Hanno già firmato

Davide Canavesio / Barbara Graffino / Giorgia Brescia / Fabrizio Bontempo / Massimiliano Caporale / Luca Ballarini / Marzia Camarda /Fabio Malagnino /Paolo Mulassano /Marco Riva/ Stefano Battaglia / Elena Dotta / Alberto Anfossi / Alberto Barberis / Alberto Lazzaro / Alberto Maffei / Alessandro Fusacchia / Alessandro Traverso / Alessandro Tripoli / Alessia Caserio / Alessio Cagna / Alessio Vigliotti / Alfredo Favenza / Andrea Di Benedetto / Andrea Gaiardo / Andrea Sacco / Angelo Perez / Anna Cugno / Anna Maria Nicotra / Antonio Cinotto /Attilio Ragni / Barbara Curti / Benedetto Camerana / Carla Bertuzzi / Carlo Cono Genova / Carlo Bocazzi Varotto / Caterina Greco / Chiara Casalino / Chiara Di Natale / Chiara Foglietta / Christian Osella / Claudia Torrisi / Cristina Tumiatti /Daniele Alberti /Daniele Ciccarelli / Daniele Lucà / Daniele Mazzocchi / Davide Berrino / Donatella Mosso / Elena Ceretto Castigliano / Elia Bellussi / Enrico Castellani / Enzo Lavolta / Erika Pinna /Ernesto Bertolino / Fabio Busatto / Fabio Sferruzzi / Fabrizio Dominici / Francesco Galtieri / Francesco Gervasi / Francesco Goria / Francesco Rattalino / Frediano Checchinato / Gabriele Palmas / Gian Gherardo Aprile / Gianluca Orrù / Giorgia Garola / Giorgio Digo / Giovanni Quaglino / Giuseppe Gattino / Giuseppe Tipaldo / Kasia Pstrag / Lara Leonardelli / Lorenzo Benussi / Lorenzo Tassone / Luca Furfaro / Luca Giai Checa / Luca Piovano / Luca Sanlorenzo / Luigi Giuseppe Cavallito / Marco Bonanno / Marco Gay / Marco Lazzarino / Marco Pironti / Marco Simone Dell’Acqua / Marco Vicentini / Maria Chiara Voci / Maria Cristina Strati / Mario Cipriano / Massimo Davi / Matteo Bernardini / Matteo Canelli / Matteo Gallo / Matteo Muscas / Maurizio Cimmino / Maurizio Nada / Maurizio Zanotto / Michele Savasta Fiore / Monica Cugno / Nicola Garelli / Nicola Zanivan / Nicolò Maggiora /Paola Pisano / Paolo Giaccaria /Paolo Marino / Paolo Martina / Paolo Patrito / Paolo Verri / Pasqualino Iofrida / Piercarlo Bausola / Pierluigi Ubezio / Pierre Lasisz / Riccardo Corsini / Roberta Bertero / Sergio Duretti / Silvia Mezzano / Simona Giuffrida / Simone Morabito / Stefano Di Polito / Stefano Nicotra / Stefano Tizzani / Tecla Zaia / Tiziana Ciampolini / Umberto Terzuolo / Valentina Parenti / Valeria Lumetta / Vittorio Eugenio Savasta Fiore

 


bottone_manifesto